vSphere Client could not connect to “……..”. An unknown connection error occurred.

La virtualizzazione semplifica e risolve molti problemi comuni alle strutture fisiche, ma a volte le cose non vanno per il verso giusto.

Oggi mi è successo questo strano caso quando ho provato a connettermi tramite il client vSphere ad un host con su VMware ESXi 5.5.0:

vSphere Client could not connect to
vSphere Client could not connect to “….”

 

e le uniche informazioni contenute nel log erano:

...
 at System.Net.HttpWebRequest.GetResponse()
 at VirtualInfrastructure.Utils.WebDownload.GetResponse()
 at VirtualInfrastructure.Utils.WebDownload.get_ResponseStream()
 at VirtualInfrastructure.Utils.WebQuery.Request(String url, Nullable`1 timeoutSecs)
 System.Net.Sockets.SocketException: No connection could be made because the target machine actively refused it 37.187.25.142:443
...
 at System.Net.ServicePoint.ConnectSocketInternal(Boolean connectFailure, Socket s4, Socket s6, Socket& socket, IPAddress& address, ConnectSocketState state, IAsyncResult asyncResult, Int32 timeout, Exception& exception)

Fortunamente nel host era abilitato l’SSH a cui ho potuto collegarmi senza problemi. Una volta dentro anche il comando esxcli dava problemi:

~ # esxcli
Connect to localhost failed: Connection failure

Dopo vari tentativi invani l’unica cosa da fare è stata quella di riavviare i servizi tramite il comando:

~ # services.sh restart
Running xorg stop
Running sfcbd stop
This operation is not supported.
Please use /etc/init.d/sfcbd-watchdog stop
Running snmpd stop
root: snmpd is not running.
Running wsman stop
Stopping openwsmand
....
....

al termine della procedura tutto è tornato a funzionare alla normalità.

P.S.: Le macchine virtuali non hanno subito nessun problema durante il restart dei servizi.

 

Disabilitare il warning “SSH for the host has been enabled”

Negli ultimi anni con l’aumento dell’utilizzo della Virtualizzazione mi capita spesso di abilitare l’SSH su una macchina host con VMWare ESXi (per un approfondimento si veda l’articolo Abilitare SSH su VMware ESXi tramite vSphere Client) e questo genera un messaggio perenne di warning nella console di vSphere:

SSH for the host has been enabled

Volendolo disabilitare bisogna intervenire nella configurazione di vSphere e modificare il valore del parametro UserVars.SuppressShellWarning impostandolo a 1. Vediamo la procedura corretta:

  1. Aprire il vSphere Client
  2. Selezionare l’host ESXi
  3. Cliccare nel tab Configuration
  4. Selezionare Advanced Settings sotto Software
  5. Scendere fino alla categoria UserVars e impostare a 1 il parametro SuppressShellWarning
  6. Cliccare su Ok

Se tutto è andato a buon fine il messaggio di warning dovrebbe essere scomparso.

 

Come installare VMware ESXi 5.5 su SD tramite vFlash e iDRAC su un server DELL

I server DELL hanno una console di gestione remota chiama iDRAC (Integrated Dell Remote Access Controller) che nell’ultima versione, la 7 nei server di 12° generazione, consente tra le altre cose di collegarsi alla console da remoto tramite rete e l’utilizzo di una vFlash come supporto di memorizzazione esterno al sistema operatico. Maggiori info nel sito Dell. L’utilizzo della vFlash in abbinamento a una scheda SD interna consente di installare il sistema operativo senza dover interagire fisicamente con il server.

In questa guida vedremo come copiare via rete l’ISO di VMware ESXi 5.5 nella vFlash e installare il sistema operativo nella SD interna lasciando i dischi interni liberi per il datastore.

Di default all’iDRAC è assegnato l’IP 192.168.0.120/24 con gateway 192.168.0.1, quindi o si configura un PC con un IP compatibile oppure si assegna un diverso IP all’iDRAC. Per far questo ci sono due modi:

  • Tramite il System Setup
    Entrare nel System Setup tramit eil tasto <F2> in fase di POST, scegliere il menù
    iDRAC Settings –> Network –> IPv4 Settings e qui impostare un IP statico o dinamico (DHCP)
  • Tramite pulsante fisico
    Usare i pulsanti che sono posti di fianco al display LCD e usare il menù Setup –> iDRAC –> DHCP/Static IP per impostare l’IP in modo dinamico o statico.

Una volta impostato correttamente l’IP aprire un browser e digitare https://[indirizzo ip idrac] e se tutto è correttamente configurato dovrebbe comparire la maschera di accesso all’Integrated Dell Remote Access Controller 7:

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inserire username e password (default root/calvin) e premere il pulsante Submit, essendo il primo accesso verrà richiesto di cambiare la password di default. Una volta dentro si avrà accesso completo alla console di gestione del server.

Per installare ESXi tramite vFlash la prima operazione da compiere è l’inizializzazione della vFlash stessa, selezionare quindi il menù vFlash dalla barra in alto:

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saranno visualizzate le informazioni della scheda presente, in questo caso una SD da 8GB, dopodichè cliccare sul pulsante Initialize per far partire la formattazione. Dopo qualche secondo, se non ci sono problemi, l’operazione dovrebbe terminare con le indicazioni dell’esito.

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Una volta che la SD è formattata il menù vFlash si arricchisce di diverse opzioni tra cui quella che consente di creare una partizione da una ISO, selezionare Create from Image e compilare tutti i campi con i seguenti dati:

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la ISO da selezionare è l’installazione di ESXi 5.5, nel mio caso il file si chiama VMware-VMvisor-Installer-5.5.0.update01-1623387.x86_64.iso ed è scaricabile dal sito VMware a quesot link.

Al termine dell’operazione tornando nella sezione Manage si dovrebbe vedere la partizione appena creata:

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che di default non è attiva, quindi selezionare l’opzione Attached e cliccare su Apply per attivarla.

La prima parte è completata, ora vediamo come far eseguire il boot del sistema da questo Cd-Rom virtuale.

Visto che tutta l’installazione avviene da remoto dobbiamo collegarci alla console del server per proseguire,  dalla pagina web dell’iDRAC, vista prima, nella sezione System Summary dovrebbe essere presente la Virtual Console Preview con la scritta No Signal al centro visto che il server è spento.

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Cliccare su Launch per aprire in una finestra ex-novo la console del server e dal menù Next Boot scegliere vFlash –> ESXI, un popup informa che al prossimo boot il sistema partirà da questa partizione, cliccare Ok.

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A questo punto non rimane altro da fare che accendere il server tramite l’opzione Power On System. Da questo momento quello che si vede nella finestra è esattamente quello che si vedrebbe con un monitor collegato al server, con la differenza che in questo modo si può essere a centinaia di chilometri dal server.

Terminata la fase di POST il sistema inizierà a caricare l’installazione di VMware ESXi 5.5 dalla ISO caricata in precedenza e dopo poco dovrebbe apparire il Welcome screen:

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Premere Enter per proseguire e successivamente accettare l’EULA. Nella successiva schermata verrà chiesto di scegliere dove installare l’hypervisor, nel nostro nella SD interna da 1GB:

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Successivamente scegliere la tastiera che si vuole utilizzare, la password di root e confermare l’installazione

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Il processo di installazioine dovrebbe durare qualche minuto e al termine una finestra visualizzerà l’esito dell’installazione.

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Premendo Enter il sistema si riavvierà e se tutto è filato liscio dovrebbe partire ESXi dall’installazione su SD visualizzo la classica schermata.

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Abilitare SSH su VMware ESXi tramite vSphere Client

Di default quando si installa VMWare ESXi 5.5 (vale anche per le vecchie versioni) il servizio SSH risulta disabilitato. Lo si può abilitare tramite console o direttamente tramite vSphere Client anche da remoto.

Una volta aperto vSphere Client ed aver stabilito il collegamento con l’host ESXi selezionare il tab Configuration e successivamente all’interno della sezione Software selezionare la voce Security Profile:

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successivamente cliccare su Properties.. in alto a destra.

Si dovrebbe aprire una finestra con l’elenco dei servizi e SSH dovrebbe essere nello stato Stopped. Cliccare sul servizio SSH e premere il pulsante Options:

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Nella finestra seleziona la voce Start and stop with host ed infine attivare il servizio tramite il pulsante Start. Una volta terminato l’avvio cliccare su Ok e chiudere tutte le finestre.

Se ora si prova il collegamento tramite Putty verrà richiesto l’inserimento del login e della password:

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La virtualizzazione

Premessa

La parola virtualizzazione, e di conseguenza la sua applicazione, era sconosciuta fino a qualche anno fa quando i server avevano una potenza di poco superiore a quella di un iPad.

Negli ultimi anni al contrario la potenza dei computer e la loro capacità sono aumentate in modo esponenziale e molto più di quanto non siano aumentate le richieste di potenza da parte dei programmi. Questo ha portato le aziende ad avere svariati server utilizzati per una piccola percentuale della loro potenza con conseguente spreco di spazio, consumi e soldi.

La virtualizzazione si inserisce in questo contesto portando dei risparmi economici e aumentando la flessibilità dell’infrastruttura informatica.

Cos’è la virtualizzazione

La virtualizzazione è una tecnologia software, oramai matura, che sta rapidamente stravolgendo il panorama IT cambiando radicalmente il modo di utilizzo delle risorse fisiche.

La virtualizzazione oltrepassa i confini fisici del computer, originariamente pensati e progettati per eseguire un singolo sistema operativo, consentendo piuttosto l’installazione di diversi sistemi operativi (anche diversi tra loro) sulla stessa macchina concedendo ad ognuna di queste una parte delle risorse hardware disponibili.

Il sistema ospitante (host) crea di fatto una sorta di suddivisione dell’hardware della macchina, facendo eseguire diversi sistemi operativi (guest) nelle diverse suddivisioni senza nessun collegamento tra di essi.

Tale tecnologia non ha controindicazioni e può portare vantaggi a chiunque adoperi un computer per lavoro, dal singolo professionista IT allo studio legale, dalle attività commerciali alla grande impresa.

La virtualizzazione è inoltre la tecnica software che sta alla base del Cloud Computing, cioè la creazione di una piattaforma di elaborazione che prescinde dalla localizzazione fisica e che astrae le risorse hardware e software utilizzate.

Come funzionavirtue-server

Come detto in precedenza la virtualizzazione è una tecnologia software pertanto sulla macchina fisica va installato un particolare software, detto Hypervisor, tale software sarà l’unico programma presente.

Una volta installato e configurato questo software è possibile creare le macchine virtuali su cui installare i diversi sistemi operativi nello stesso identico modo di come si installa un sistema operativo su una macchina fisica.

Per ogni macchina virtuale devono essere scelte le caratteristiche fondamentali, numero di processori, memoria ram, dimensione disco, etc. il tutto in modo indipendente dalle altre.

Una volta creata la macchina virtuale e installato il sistema operativo il suo utilizzo sarà esattamente identico a quello di una normale macchina non virtuale, è l’Hypervisor che si occupa da una parte di presentare un hardware virtuale al sistema operativo Guest, installato nella macchina virtuale, e dall’altra di intercettare tutte le richieste di interazione con l’hardware.

Vantaggi della virtualizzazione

Una soluzione di virtualizzazione ben progettata e implementata porta molti vantaggi che aumentano via via con il tempo.
Questi sono solo alcuni dei vantaggi:

  • RIDUZIONE DEL CONSUMO ENERGETICO: Il consumo di corrente di un server è pressoché costante indipendentemente dal carico di lavoro, il risparmio sui consumi aumenta all’aumentare del rapporto tra macchine virtuali e macchine fisiche.
  • ALLOCAZIONE DELLE RISORSE DINAMICAMENTE: Con la virtualizzazione le risorse assegnate ad ogni macchina virtuale possono essere modificate in qualunque momento a costo zero e senza dover reinstallare nulla.
  • RIDUZIONE DRASTICA DEL TEMPO DI CREAZIONE DI NUOVE MACCHINE: La messa in produzione comporta diversi passaggi, l’acquisto del server, l’installazione del sistema operativo, l’aggiornamento dei driver, l’installazione dei programmi, etc. In ambito virtuale invece il processo dura non più di qualche minuto, basta copiare una macchina virtuale preventivamente configurata e nel giro di qualche minuto si può avere una nuova macchina pronta all’uso.
  • SEMPLIFICAZIONE OPERAZIONI DI TESTING E DEBUG: Vista l’estrema facilità nel creare nuove macchine virtuali e grazie all’ausilio degli Snapshot (possibilità di salvare lo stato della macchina per poi ripristinarla in un secondo momento) la virtualizzazione semplifica di molto tutte quelle attività di testing e debug senza doversi preoccupare di perdere tempo a creare ambienti specifici.
  • BACKUP: Il backup delle macchine virtuali si esegue allo stesso modo di una macchina fisica con tutte le difficoltà di ripristino su hardware diverso. La virtualizzazione introduce però due grandi vantaggi, il primo è che l’intera macchina virtuale è contenuta in un unico file, basta copiarlo a macchina spenta per avere un backup completo, il secondo è dato dal fatto che girando in un ambiente virtualizzato la macchina virtuale si può spostare tranquillamente da un host fisico all’altro senza problemi.
  • STARE AL PASSO CON L’EVOLUZIONE TECNOLOGICA: Fino ad oggi quando un sistema hardware diventava obsoleto bisognava cambiare macchina e reinstallare ex-novo il sistema operativo e tutti i programmi, con la virtualizzazione basta cambiare host fisico e installare l’Hypervisor senza dover apportare nessuna modifica alle macchine virtuali.
  • SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE: Nelle infrastrutture a server fisici difficilmente si riescono a sfruttare tutte le risorse a disposizione nelle macchine, con la virtualizzazione contrariamente si riesce a sfruttare in modo migliore e dinamico tutte le risorse fisiche a disposizione.

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